
Non credo molto alle teorie, in verità. O meglio, ci credo entro certi limiti. Un limite di una teoria è di essere tale. E questo è sufficiente per far sì che essa non corrisponda alla realtà. Il cervello umano restringe, limita, discretizza. Per forza. Mentre la Realtà è qualcosa di illimitato, inconcepibile e incomprensibile agli occhi del neurone. Non conviene credere alle idee, sono instabili e il loro terreno è un'astrazione: in pratica il nulla. Evitiamo di fossilizzarci nelle cose, di avere un solo punto di vista. E' un buon modo per mettere alla prova se stessi e dare elasticità alla mente.
Crediamo in tante cose in effetti. Io ad esempio credo che l'intera umanità aspiri alla pace. Chi non vorrebbe la pace? Tutti credo siano d'accordo su questo. Nessun uomo vorrebbe essere bombardato o sparare ad un altro....lo farebbe solo per paura, o per rabbia, o perchè crede alla 'causa' (finchè non si rende conto che non esistono cause, ma solo spari seguiti da feriti e morti). Non lo farebbe in condizioni normali. Non lo farebbe se non si fosse trovato in quella condizione in cui dei gruppi di persone arrivano a scontrarsi per qualcosa che nemmeno esiste - la nazione; il proprio paese. Non esiste l'italia, o la cina o l'irlanda. Vi hanno ingannato!
La terra è di tutti, l'uomo è sempre lo stesso dalla siberia all'africa del sud. Sempre, sempre lo stesso. Può cambiare il modo in cui balla o parla, il colore della pelle, la maniera in cui saluta. Ma non c'è niente di alieno nello straniero. Niente che non possiamo comprendere, capire o perdonare.
Non è così difficile arrivarci. Ci arriviamo subito, in effetti. Ma chi è disposto a fare per davvero questo salto di qualità, a viverlo anche per una sola giornata sulla propria pelle.
Tutti d'accordo su pace e amore: è a questo che l'uomo dovrebbe aspirare. Però poi quando si parla di politica c'è questo o quello, e un altro che non ci piace come ci parla o si comporta, o la sveglia e il traffico del lunedì mattina. E in un attimo non si è così tanto convinti che il mondo possa essere qualcosa di pacifico. Il modo disattento con cui ci rapportiamo alle cose quotidiane restringe le nostre visuali, a mo' di pressa, in fila ritorniamo nei nostri schemi prefissati. Come se fossimo delle scimmie addestrate, ritorniamo alle nostre gabbie. E spesso ce ne vantiamo!
Come si può fare quindi? Penso un buon modo sia riconsiderarsi con distacco, allontanarsi dagli inutili pensieri per un attimo e fare un bel respiro consapevole. E già si sta meglio. Si può anche riprovare una seconda volta. Si sta ancora meglio. Perchè non riprovare un altro paio di volte? Altre dieci? Come va adesso, come vi sentite? Anzi...fate una cosa, non datemi risposte.
Jiddu Krishnamurti, support burma
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